Una recente indagine condotta da m1nd-set evidenzia una trasformazione significativa nelle abitudini di acquisto all’interno delle strutture di travel retail. Oggi quasi un terzo dei viaggiatori globali effettua acquisti d’impulso — un salto notevole se si pensa che nel 2019 questa percentuale era poco superiore a uno su cinque.
Il fenomeno emerge perché i clienti sono sempre più inclini a decisioni spontanee e dettate dall’emozione: l’ambiente aeroportuale, con la sua atmosfera unica, favorisce uno stato mentale rilassato o indulgente, che amplifica il desiderio di concedersi qualcosa al momento. In questo contesto, la esperienza in-store diventa il vero motore dell’acquisto: oggi il 46% dei viaggiatori indica che è proprio questa la ragione principale per comprare in aeroporto — un dato che ha superato per importanza i criteri tradizionali di valore o utilizzo del prodotto.
Lo studio mette poi in evidenza che non tutte le generazioni reagiscono allo stesso modo: le donne, ad esempio, mostrano un maggiore orientamento all’acquisto spontaneo (32% nel 2025 contro il 22% nel 2019) e le generazioni più giovani, ovvero i Millennials e la Generazione Z, presentano gli incrementi più marcati. Dal punto di vista geografico, i viaggiatori provenienti da Europa e Americhe sono oggi i più inclini a questo tipo di acquisto: rispettivamente 32% e 30% nel 2025, rispetto al 24% del 2019. Anche la regione Asia-Pacifico mostra crescita: dal 17% del 2019 al 25% nel 2025.
Ma cosa significa tutto questo per retailer e brand nel settore travel retail? Significa poter sfruttare una opportunità strategica enorme: curare ambienti immersivi, merchandising ad alto impatto visivo, attivazioni emozionali, interazione diretta con lo staff. In particolare, lo studio conferma che circa il 73% di chi interagisce con un addetto alle vendite riferisce che l’esperienza ha avuto un effetto positivo sulla decisione d’acquisto; sorprendentemente il 15% dichiara che senza quella interazione non avrebbe fatto l’acquisto.
In sintesi, il messaggio è chiaro: nel travel retail l’emozione vince sempre di più sulla pianificazione. Chi saprà offrire un’esperienza sorprendente, visivamente coinvolgente e personalizzata, potrà catturare la nuova generazione di acquirenti d’impulso che approcciano l’aeroporto come un micro-momento di scoperta.
Fonte: TR Business

