I dati dell’Airport Economics Report 2026 di ACI World ci restituiscono un quadro chiaro: nel 2024 i ricavi non Aviation globali hanno raggiunto 73,3 miliardi di dollari, in crescita del 6,2% rispetto all’anno precedente. Eppure, nonostante la forte ripresa del traffico passeggeri, siamo ancora circa il 9% sotto i livelli del 2019.
Per il travel retail il dato più significativo è forse quello relativo alla spesa per passeggero. Nel 2024 il ricavo non aviation medio si è attestato a 7,57 dollari, contro gli 8,61 dollari del periodo pre-pandemico. Questo significa che i volumi sono tornati, ma la capacità di generare valore per passeggero non ha ancora recuperato.
Il retail rappresenta oggi il 23,1% dei ricavi non aviation a livello globale, una quota rilevante ma con differenze regionali molto marcate. In Asia Pacifico e Medio Oriente il retail arriva a pesare quasi il 39% del totale non aviation, confermando la sua centralità nel modello economico degli aeroporti di quell’area. In Europa la quota è più bilanciata (26,7% retail, 7,6% F&B, 20,2% parcheggi), mentre in Nord America il peso dominante dei parcheggi (43,2%) ridimensiona l’incidenza del retail rispetto ad altre regioni.
Le previsioni di ACI parlano di un ritorno ai livelli pre-pandemia intorno alla metà del 2026, con ricavi non aviation attesi a 76 miliardi di dollari nel 2025 e una crescita fino a 99 miliardi entro il 2033. Numeri che confermano una traiettoria positiva, ma che non risolvono la questione centrale.
Per chi opera nel travel retail la vera sfida non è più la ripresa del traffico, bensì la ricostruzione della spesa media. Le abitudini dei viaggiatori sono cambiate, così come le dinamiche di permanenza in aeroporto, la sensibilità al prezzo e le aspettative di esperienza. Non basta riempire i terminal: serve ripensare il modello commerciale, rendendolo più mirato, più esperienziale e più integrato dal punto di vista digitale.
La ripresa c’è. Il ritorno al valore, invece, è ancora un percorso da completare.
Fonte: TheMoodie DavittReport

