Il calo dei passeggeri causato dal conflitto in Medio Oriente ha avuto un impatto diretto sui ricavi commerciali dell’Aeroporto Internazionale Zayed, spingendo Abu Dhabi Airports a ripensare il proprio modello. La risposta è un’iniziativa innovativa che trasforma lo scalo in una destinazione aperta anche a chi non deve viaggiare.
Nasce così il concetto di “aeroporto senza volo”: per un periodo iniziale di otto settimane, cittadini e residenti negli Emirati Arabi Uniti possono accedere all’area airside senza biglietto aereo. L’obiettivo è intercettare un nuovo pubblico locale e rilanciare i consumi nelle aree retail e food&beverage.
L’accesso è regolato tramite AirPass, un sistema digitale che prevede registrazione online, approvazione e utilizzo di un QR code personale da mostrare ai controlli. È inoltre obbligatoria la prenotazione di fasce orarie per garantire una gestione ordinata dei flussi all’interno del terminal.
Dal punto di vista commerciale, numerosi operatori partecipano con sconti e promozioni dedicate. I visitatori possono beneficiare anche del parcheggio gratuito, a condizione di raggiungere una spesa minima durante la visita. Restano però valide le normative fiscali: l’IVA si applica normalmente e i prodotti duty-free, come alcolici e tabacchi, rimangono riservati ai soli viaggiatori.
Si tratta di un caso interessante di adattamento strategico: Abu Dhabi Airports non solo cerca di compensare il calo del traffico aereo, ma ridefinisce il ruolo dell’aeroporto, trasformandolo in uno spazio esperienziale e di intrattenimento per la comunità locale. Un modello che potrebbe ispirare altri operatori del settore a livello internazionale.
Fonte: The Moodie Davitt Report

