Il chief commercial officer analizza l’evoluzione del meccanismo della spesa negli scali, tra investimenti infrastrutturali, nuovi trend del non-food e integrazione sempre più forte tra ferrovia e tessuto urbano.
Le stazioni ferroviarie italiane stanno vivendo una profonda metamorfosi, superando la tradizionale concezione di luoghi di mero transito per trasformarsi in veri e propri hub multifunzionali. In questa intervista, Alessio Streccioni, chief commercial officer di Grandi Stazioni Retail, approfondisce l’evoluzione del meccanismo della spesa dei passeggeri, guidata da una transizione netta dall’acquisto funzionale a quello emozionale e dall’introduzione di format commerciali esclusivi. Attraverso gli importanti investimenti infrastrutturali in corso, il miglioramento della permeabilità con il tessuto cittadino e una forte sinergia con i partner del settore, gli scali si proiettano verso il futuro come vetrine d’eccellenza per il made in Italy, capaci di coniugare mobilità, design contemporaneo e servizi di qualità sia per i viaggiatori sia per i residenti.
Lei ha spesso sottolineato come l’acquisto in stazione stia evolvendo da funzionale (il bisogno immediato) a emozionale. In un contesto di grandi rinnovamenti infrastrutturali, come cambierà nel 2026 il “meccanismo della spesa” per i passeggeri che attraversano i vostri scali?
Negli ultimi anni abbiamo osservato un cambiamento molto netto del “meccanismo della spesa” in stazione. L’acquisto non è più soltanto funzionale, legato al bisogno immediato del viaggio, ma sempre più emozionale ed esperienziale. Oggi le persone scelgono di fermarsi in stazione anche perché trovano un’offerta coerente con il proprio stile di vita. E molto spesso scelgono la stazione come destinazione, al di là del viaggio, proprio per l’offerta. Penso ad esempio alla recentissima apertura di Decathlon a Napoli Centrale, unico punto vendita in centro città con un format esclusivo.
Stiamo realizzando grandi interventi infrastrutturali – ad esempio a Milano e Napoli – e questa evoluzione sarà ancora più evidente. Le stazioni diventeranno destinazioni, hub urbani sempre più integrati con la città, capaci di offrire servizi, retail e ristorazione in un contesto moderno, fluido e digitale. Il nostro obiettivo è trasformare il tempo dell’attesa in tempo di qualità, con un’offerta distintiva che renda la stazione un luogo da vivere e non soltanto da attraversare.
Il settore del Food & Beverage ha dimostrato una resilienza straordinaria, diventando un pilastro delle Grandi Stazioni. Quali sono le categorie merceologiche del non-food su cui state lavorando per replicare questo successo e offrire quella “caratterizzazione esclusiva” di cui i viaggiatori sono alla ricerca?
La nostra offerta Food & Beverage ha dimostrato una straordinaria capacità di intercettare i nuovi comportamenti dei consumatori perché ha saputo coniugare velocità, qualità ed esperienza. E perché. In molti casi, ha proposto un’offerta unica ed esclusiva (penso a Five Guys a Roma o a Napoli). Oggi il nostro obiettivo è replicare questo modello anche nel non-food, lavorando su categorie che possano generare valore emozionale oltre che funzionale.
Stiamo investendo molto in segmenti come beauty, wellness travel, accessori tech, premium convenience e concept legati al made in Italy. Crediamo molto nel mix tra premium e affordable: le persone accettano di vivere la stazione quando trovano qualcosa che altrove non troverebbero. Per questo puntiamo su format esclusivi e brand capaci di creare una relazione autentica con il viaggiatore e con il cliente urbano.
Lei ha parlato della stazione come di una struttura che deve diventare “permeabile” rispetto alla città, citando casi di successo come Torino Porta Nuova. In che modo i nuovi investimenti previsti dal gruppo FS per il miglioramento delle stazioni possono aiutare Grandi Stazioni Retail ad abbattere definitivamente le barriere tra viaggiatore e residente?
Il tema della permeabilità tra stazione e città è centrale nella nostra visione strategica. La stazione contemporanea non può più essere percepita come uno spazio chiuso dedicato esclusivamente al viaggio, ma deve diventare un luogo aperto, accessibile e integrato nel tessuto urbano. Una destinazione urbana, dove vado non per partire ma per restare.
Oltre ai nostri investimenti anche quelli del gruppo FS vanno esattamente in questa direzione: miglioramento degli accessi, riqualificazione degli spazi, fluidità dei collegamenti e valorizzazione delle aree commerciali. Esperienze come Torino Porta Nuova dimostrano che quando una stazione dialoga realmente con la città aumenta non solo la qualità dell’esperienza, ma anche la capacità di attrarre residenti, turisti e nuovi brand. La sfida è rendere la stazione una vera destinazione urbana.
La ristrutturazione di Milano Centrale, che terminerà nel 2026, punta molto sulla fluidità dei percorsi tra i piani. Quanto influisce il design architettonico e tecnologico di una stazione sulla redditività dei punti vendita e sulla visibilità dei brand che decidono di investirvi?
Solo per puntualizzare che nelle prossime settimane termineremo la revisione delle percorrenze con l’apertura di tutte le nuove scale mobili. Poi ci dedicheremo al nuovo look&feel della stazione perché il design architettonico e tecnologico è determinante per il successo commerciale di una stazione. Fluidità dei percorsi, visibilità dei punti vendita, illuminazione, gestione dei flussi e connessioni tra i livelli incidono direttamente sul comportamento del consumatore e sulla redditività degli spazi retail.
Oggi i retailer cercano location capaci non solo di generare traffico, ma anche di garantire un’esperienza coerente con il posizionamento del marchio. E noi abbiamo la fortuna di poter disporre di location monumentali in pieno centro città che stiamo rivedendo in chiave contemporanea, sempre nel rispetto dei vincoli.
ATRI rappresenta l’eccellenza del settore in Italia. In che modo la collaborazione tra la vostra realtà e i partner retail può contribuire a rendere le stazioni italiane una vetrina sempre più competitiva per il made in Italy?
La collaborazione con ATRI e con i partner retail è fondamentale per rafforzare il posizionamento competitivo delle stazioni italiane nel panorama internazionale del travel retail. Le nostre stazioni sono uniche, rappresentano una vetrina straordinaria del Paese e possono diventare sempre di più luoghi capaci di raccontare il made in Italy in modo contemporaneo e distintivo.
Lavorare insieme ai brand significa costruire un’offerta che unisca qualità, innovazione ed esperienza. Il nostro obiettivo è creare format esclusivi, capaci di valorizzare le eccellenze italiane e allo stesso tempo di rispondere alle aspettative di un pubblico sempre più internazionale. Oggi la stazione è uno dei pochi luoghi in cui convivono mobilità, retail e relazione con il territorio: ed è proprio questa unicità a renderla strategica per il futuro del settore.

