Nel panorama del retail aeroportuale, un nuovo rapporto commissionato dalla European Travel Retail Confederation (ETRC) individua tre pilastri fondamentali per la modernizzazione dei contratti tra aeroporti e operatori retail: flessibilità, dati e partnership.
Le modalità tradizionali di concessione, spesso rigide e incentrate su formule standard, oggi non rispondono più alle sfide di un ambiente in rapido cambiamento. Il rapporto sottolinea che i modelli contrattuali devono evolversi per adattarsi a scenari dinamici, dove la tecnologia, l’esperienza del passeggero e le aspettative dei brand giocano un ruolo chiave.
La flessibilità viene identificata come condizione essenziale: i contratti devono prevedere meccanismi che consentano adeguamenti – ad esempio in termini di durata, modelli di revenue sharing o presenza omnicanale – per far fronte a oscillazioni del traffico, cambiamenti nelle abitudini di consumo o nuove forme di partnership.
L’elemento dei dati assume un’importanza strategica: far leva su informazioni dettagliate sul comportamento dei viaggiatori, sul dwell time, sui flussi all’interno dell’aeroporto diventa decisivo per ottimizzare la performance commerciale e anticipare le esigenze del cliente.
Infine, la partnership tra aeroporto, operatore retail e brand viene vista come una leva di innovazione: non si tratta più solo di locatore-concessionario, ma di collaborazione condivisa su modelli di business, investimenti, marketing e sviluppo dell’esperienza in aeroporto.
In definitiva, il rapporto evidenzia che la capacità di progettare contratti più agili, data-driven e cooperativi è destinata a diventare un fattore competitivo distintivo per gli aeroporti che vogliono trasformare i propri spazi commerciali in vere destinazioni di shopping e servizio.
Fonte: The Moodie Davitt Report

