Il presidente Stefano Gardini lancia un invito alla coesione: in uno scenario di instabilità permanente, il comparto deve cambiare paradigma per governare il cambiamento.
Durante il Forum annuale, svoltosi il 28 e 29 aprile a Torino, Stefano Gardini, presidente di Atri, ha lanciato un messaggio chiaro al comparto: il travel retail non deve attendere il ritorno alla stabilità per abbracciare la sfida della normalità complessa. Questa la visione centrale del Forum 2026 a Torino, un evento che ha riunito 100 delegati delle imprese associate, chiamati a ridefinire le strategie di un settore che rappresenta “il primo e l’ultimo volto dell’Italia per chi viaggia” come ha ricordato il presidente.
Il percorso è iniziato la sera del 28 aprile tra le architetture della Reggia di Venaria, dove i delegati hanno partecipato a una visita privata seguita da un aperitivo e dalla cena di gala nella Galleria di Diana. Un momento di coesione forte, condiviso con i partecipanti del Regional Airports Conference & Exhibition di ACI Europe, che ha fatto da preludio ai lavori istituzionali della giornata successiva.
Nella sessione plenaria, Stefano Gardini ha introdotto il concetto di normalizzazione della crisi, attingendo agli studi della Stanford University per spiegare come l’instabilità sia ormai un elemento strutturale del futuro. In questo mondo BANI (fragile, ansioso, non lineare e incomprensibile), alla pianificazione tradizionale deve affiancarsi ad un approccio try&lern per migliorare la flessibilità, rafforzando il dialogo relazionale e la condivisione.
La solidità del settore è stata confermata dai numeri della ricerca che Nomisma ha realizzato ad hoc per Atri, restituendo per la prima volta la dimensione del travel retail nel nostro Paese: un fatturato diretto di 3,176 miliardi di euro nel 2025 e un impatto complessivo sul sistema Paese di 7,8 miliardi di euro, che garantisce lavoro a oltre 44.000 persone al servizio di 1 miliardo di passeggeri in transito tra aeroporti e stazioni ferroviarie.
Il dibattito è proseguito nella tavola rotonda dal titolo Human Centricity, moderata da David Jarach, founder & executive chairman di diciottofebbraio, il quale ha tracciato un profilo dettagliato della generazione Z, evidenziando come i nuovi passeggeri siano profondamente digitali e influenzati dal brand già prima di mettersi in viaggio.
Andrea Arrighi, chief human resources officer di Lagardère Travel Retail Italia, ha risposto a questa sfida illustrando le azioni concrete intraprese dall’azienda per attrarre i giovani talenti spiegando come la formazione sia stata rivoluzionata attraverso l’uso della realtà virtuale e di una community digitale interna, e come sia stato messo al centro il bilanciamento tra vita lavorativa e privata per facilitare l’ingresso dei giovani nel settore.
Sul versante dei consumi, Marilena Blasi, chief commercial officer di Aeroporti di Roma, si è concentrata sulle strategie per intercettare il giovane viaggiatore. Marilena Blasi ha sottolineato la necessità di adottare processi decisionali rapidi, basati sui dati, e di offrire brand ad alto valore esperienziale, supportati da servizi personalizzati tramite intelligenza artificiale. A chiusura dei lavori, Stefano Gardini ha ricordato che la digitalizzazione deve essere lo strumento per potenziare l’elemento umano: un personale “touch point felice”, oltre ad un dovere morale, è una grande opportunità per l’intera industria, è il punto di contatto fondamentale con effetti positivi sulla propensione all’acquisto.

