Ci può descrivere in breve la proposizione di valore alla base della sua impresa?
La proposizione di valore di Antica Distilleria Petrone è descrivibile in termini semplici come “la nostra terra in un bicchiere”. La motivazione è molto semplice: da oltre 160 anni l’azienda, che vede oggi alla sua guida la quinta generazione della famiglia, vive e fa rivivere il nostro territorio di riferimento, la Campania, in tutti i suoi prodotti. Più in particolare, le nostre produzioni più iconiche e gettonate sono il Limoncello, che, rispetto alla concorrenza, è realizzato con una maggiore gradazione alcolica, e il Guappa, una crema di liquore al Brandy invecchiato tre anni e unico liquore al mondo fatto con latte certificato di bufala campana. Ad oggi siamo attivi in primo luogo nel canale Ho.re.ca, mentre stiamo aumentando le percentuali di copertura nel canale GDO e nel Travel Retail. Siamo poi presenti attraverso distributori anche nei mercati esteri, in particolare USA e Russia.
Avete previsto per il 2024 l’introduzione di nuovi prodotti o il revamping di alcuni già in portafoglio?
Per l’anno corrente ci concentreremo sul restyling di AmaRè, non solo in termini di packaging, ma anche di nuovi messaggi comunicazionali e posizionamento. La nascita di AmaRè ci fa tornare indietro nel tempo fino al 1838, quando, alla corte dei Borbone, Domenico Petrone mise a punto una ricetta per un elisir di fine pasto con le erbe presenti nel Giardino Inglese della Reggia di Caserta. Ancora oggi gli ingredienti alla base di AmaRè sono reperiti esclusivamente nel giardino inglese della reggia di Caserta e, come allora, danno vita ad un amaro davvero unico nel suo genere.
Qual è il suo punto di vista e la sua visione con riferimento al canale del Travel Retail?
Per la nostra azienda il canale del Travel Retail rappresenta un canale di sbocco molto interessante, sia in termini di potenziale di fatturato, sia di rafforzamento della nostra brand awareness sul mercato. Nello specifico, il nostro primario interesse è rappresentato dal contatto con il passeggero e turista internazionale: abbiamo notato infatti che questo target, durante la sua esperienza di viaggio nel nostro Paese, ricerca attraverso lo shopping un pezzo d’Italia da portare con sè. E, nel nostro caso, il Limoncello rappresenta a pieno titolo un simbolo dell’Italia, che oggi noi proponiamo oggi anche nei luoghi di viaggio a partire dal canale aeroportuale.
In parallelo a quanto ci ha raccontato state anche sviluppando, con riferimento alla vostra realtà aziendale, nuovi progetti relativamente alla sostenibilità ambientale dei vostri processi produttivi?
Si, il tema ESG ed in particolare la sostenibilità ambientale rappresentano per noi un’area di grande attenzione e differenziazione rispetto agli altri attori di mercato. In questi mesi, in collaborazione con l’Università Federico II di Napoli e l’Università degli Studi di Palermo, stiamo conducendo un progetto che verte sull’innovazione nel processo di produzione dei distillati, con un accento sull’uso sostenibile dei sottoprodotti provenienti dalla lavorazione industriale. Nello specifico, fino ad oggi la produzione del limoncello è stata sempre realizzata con il solo utilizzo delle bucce dei limoni da mettere in infusione, mentre il resto del prodotto andava al macero. Questo progetto, al contrario, si promette di studiare un utilizzo integrale del frutto, senza alcun spreco, attraverso il pieno recupero degli scarti e la spremitura del frutto.

