Quali sono le milestone più recenti dell’aeroporto in termini di infrastrutture?
La più importante tra le tappe infrastrutturali recenti dell’aeroporto di Genova è stata l’inaugurazione, lo scorso 17 marzo, della nuova ala Est del terminal passeggeri. Si tratta di un intervento da 15 milioni di euro che ha portato alla realizzazione di oltre 5.500 metri quadrati di nuove superfici, con l’inserimento di sistemi di controllo di sicurezza di ultima generazione (standard 3), tre gate d’imbarco e una capacità operativa che supera i 3 milioni di passeggeri annui — ben oltre i volumi attuali dello scalo. Questo traguardo rappresenta il primo passo di un piano di investimenti più ampio che prevede ora la ristrutturazione dell’aerostazione esistente, con un ulteriore investimento stimato in quasi 13 milioni di euro. L’obiettivo è quello di uniformare architettonicamente e funzionalmente il terminal esistente alla nuova ala.
Parallelamente, lo scalo è al centro di un più ampio progetto di rilancio infrastrutturale della destinazione Genova. Tra questi, spiccano la realizzazione della nuova stazione ferroviaria “Genova Aeroporto”, completamente dedicata allo scalo, finanziata con 50 milioni di euro da RFI, e il cosiddetto “moving walkway”, un percorso pedonale mobile che collegherà la stazione direttamente all’aerostazione passeggeri. Anche quest’ultimo è un progetto da 30 milioni di euro, parte del contratto di programma con il Ministero delle Infrastrutture. L’intento è rafforzare l’intermodalità, rendendo sempre più integrata e fluida la connessione tra treno, aeroporto e porto.
Quali sono stati i vostri risultati per l’ultimo anno in termini di vettori, di flussi di passeggeri? Quali le previsioni per il 2025?
Il 2024 si è chiuso per l’Aeroporto di Genova con un EBITDA superiore ai 2 milioni di euro e un utile operativo di circa 350.000 euro. Questi risultati, seppur contenuti rispetto ad altri scali più grandi, assumono un valore significativo perché segnano la fine di un periodo complesso e la piena fiducia da parte degli azionisti, che avevano sostenuto un aumento di capitale al termine del 2023. Dal punto di vista del traffico passeggeri, l’aeroporto ha registrato una crescita di circa il 5% rispetto all’anno precedente, raggiungendo quota 1.350.000 passeggeri. Le prospettive per l’anno in corso sono incoraggianti: il primo quadrimestre ha mostrato una crescita a doppia cifra, intorno al +12%, facendo prevedere il raggiungimento della soglia dei 1.500.000 passeggeri entro fine anno, tornando così ai livelli del 2019, il miglior anno nella storia dello scalo.
Il miglioramento dei risultati è dovuto sia al consolidamento dei vettori già presenti, che hanno aumentato la capacità operativa, sia all’apertura di nuovi mercati, come quello polacco, grazie ai voli da/per Varsavia e Cracovia. È stato inoltre avviato un percorso di collaborazione con importanti compagnie crocieristiche, come Costa e TUI. In particolare, con TUI sono state attivate operazioni charter da Amsterdam e Düsseldorf e un sistema di voli in connessione con il porto di Savona. Questo modello di integrazione aereo-marittima rafforza la vocazione intermodale dell’aeroporto e amplia il bacino di passeggeri in arrivo dall’estero.
Avete progettato qualche servizio a valore aggiunto per il passeggero? Nuove formule di retail, es. nel F&B? Prevedete qualche innovazione per il futuro?
La nuova aerostazione ha permesso di ripensare completamente l’offerta retail. Il duty free, ad esempio, è stato riorganizzato seguendo le tendenze internazionali: è ora posizionato subito dopo i controlli di sicurezza, diventando un vero e proprio ingresso all’esperienza aeroportuale. La superficie dedicata è quasi raddoppiata, passando da meno di 300 a 550 metri quadrati. L’area è gestita da Lufty, un operatore che fa dell’innovazione e del coinvolgimento del passeggero i propri tratti distintivi.
Anche l’offerta food & beverage sarà rivisitata con l’avvio della ristrutturazione della vecchia aerostazione. È prevista la creazione di un’area unica con quattro punti vendita differenziati, per garantire varietà e qualità sia nell’offerta gastronomica che nell’esperienza complessiva dei passeggeri. A questa si aggiungerà nel 2025 una nuova sala VIP in area sterile, molto più ampia dell’attuale, e dotata di una terrazza affacciata sulla pista e sul mare — una rarità tra gli scali italiani. Infine, è stato implementato un nuovo sistema di smistamento bagagli, pensato per ridurre le criticità operative che impattano negativamente sull’esperienza dei passeggeri.
Avete un eventuale progetto sulla sostenibilità, ESG?
Nonostante le dimensioni ridotte dello scalo e quindi risorse finanziarie più limitate rispetto ai grandi hub, l’Aeroporto di Genova ha adottato un approccio concreto e coerente ai temi ESG. Il progetto del “moving walkway” ne è un esempio virtuoso: sarà infatti coperto interamente da pannelli solari, risultando autosufficiente dal punto di vista energetico. In parallelo, si sta procedendo con una revisione dei parcheggi, che prevede un aumento significativo delle colonnine di ricarica per veicoli elettrici.
Tutti i mezzi operativi in rampa, inclusi quelli dedicati alla business e private aviation, vengono progressivamente sostituiti con veicoli elettrici, così come le auto di servizio dei dirigenti. Anche se gli spazi di manovra economici non sono ampi, si è scelto di destinare una parte significativa degli investimenti a queste soluzioni sostenibili, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale e contribuire agli obiettivi del Green Deal europeo.
Qual è il valore che riscontrate dall’appartenenza come associati ad ATRI?
L’appartenenza ad ATRI è percepita come un vero valore aggiunto, soprattutto grazie alla composizione eterogenea dell’associazione. Non si tratta, infatti, di un gruppo ristretto a soli aeroporti o a soli operatori retail, ma di una rete che mette in dialogo realtà diverse, dai gestori aeroportuali ai duty free, dai fornitori ai brand. Questa varietà consente un confronto aperto e costruttivo, in cui ciascun attore ha l’opportunità di comprendere anche i punti di vista e le difficoltà degli altri stakeholder della filiera.
Proprio questo scambio interdisciplinare è il punto di forza di ATRI, un’occasione per evitare autoreferenzialità e per condividere buone pratiche trasversali. A differenza di altre associazioni, in cui i membri tendono a confrontarsi solo con soggetti simili, ATRI stimola a “ragionare con la testa degli altri”, arricchendo la visione strategica e operativa di ciascun partecipante.

