Dalla rigida organizzazione dei cantieri in aeroporto alle nuove sfide della sostenibilità e della digitalizzazione. Mirko Di Carlo, ceo di C90 Engineering & Consulting, racconta i valori e le strategie che guidano la crescita della società
Rigore tecnico, etica professionale e una gestione sartoriale dei progetti più complessi. Nel settore del travel retail, dove l’operatività non si ferma mai e le esigenze dei marchi devono integrarsi con i vincoli delle grandi infrastrutture, l’approccio all’ingegneria richiede leadership e una chiara visione d’insieme. In questa intervista della rubrica Parola all’Associato, Mirko Di Carlo, ceo & Business Developer di C90 Engineering & Consulting, ripercorre la sua esperienza sul campo e illustra i pilastri che definiscono l’identità dell’azienda: dalla formazione continua del team alla transizione verso spazi commerciali sempre più efficienti, sostenibili e orientati al futuro.
Ingegneria, project management e gestione di cantieri complessi richiedono un mix equilibrato tra rigore tecnico, vision e leadership quotidiana. Guardando al suo percorso professionale e alle sfide affrontate fino a oggi, qual è l’aspetto del suo lavoro che la entusiasma di più e qual è la filosofia aziendale che cerca di trasmettere ogni giorno al team di C90?
La mia carriera professionale parte da molto lontano. Dopo un percorso accademico in Ingegneria Civile e un master in sviluppo immobiliare mi sono appassionato al mondo aeroportuale, nel quale le discipline più rilevanti sono l’antincendio e la progettazione impiantistica. Pertanto, ho scelto di ripartire da zero: ho iniziato dapprima a fornire servizi di base per general contractor, come la preparazione di documenti e certificazioni per i collaudi a fine lavori, per poi gestire pian piano progetti sempre più complessi. Questa gavetta mi ha permesso di conoscere a fondo ogni aspetto operativo dell’azienda che guido oggi e mi fa ricordare ogni giorno quanto sia importante, e faticoso, il lavoro di ogni singolo collaboratore. Inoltre, mi ha permesso di interfacciarmi con interlocutori molto diversi tra loro. Ho parlato con operai, impiegati, dirigenti, CEO, presidenti, e ho scoperto che ognuno di loro può insegnarti qualcosa. La sfida più grande è meritare e mantenere la fiducia e il rispetto di tutti. Ciò che mi rende più orgoglioso è poter trasmettere ogni giorno, a tutte le persone che incontro, il mio messaggio che ormai, posso dire con fierezza, è quello di tutta la C90. “Shaping an Ethical World” non è solo un motto, ma uno stile di vita. In un mondo che va veloce, un mondo usa e getta, un mondo in cui gli interessi economici provano sempre a prendere il sopravvento, io credo che ci sia ancora spazio per l’etica. In ogni attività, progetto o sfida che mi trovo ad affrontare, mi impegno affinché ogni persona o società coinvolta ne esca vincitrice. Solo vincendo tutti, senza guardare all’interesse del singolo, si può parlare realmente di un progetto ben riuscito e sostenibile.
C90 Engineering Consulting si distingue nel panorama dell’ingegneria e della consulenza per la capacità di gestire progetti ad alto livello di complessità tecnica, con un’attenzione sartoriale ai dettagli. Quali sono i pilastri che definiscono la vostra identità aziendale e come si traduce questo approccio quando vi confrontate con le esigenze specifiche del settore Travel Retail?
L’identità aziendale di C90 si basa sui nostri valori fondanti (etica, passione, equità, lavoro di squadra, responsabilità, onestà, formazione, qualità). Questi valori sono talmente radicati nella nostra comunità che arrivano a tutti i nostri interlocutori in maniera dirompente. La nostra consulenza è d’impatto: siamo noi a guidare il cliente verso gli obiettivi condivisi, senza compromessi. In C90 la maggior parte delle persone viene formata al termine del percorso di studi e, partendo dal livello più basso, ha raggiunto la posizione che ricopre oggi. Questo porta non solo a una consapevolezza a 360 gradi degli aspetti chiave del proprio ruolo, ma anche a una profonda conoscenza delle insidie del contesto lavorativo. Il settore del travel retail, infatti, è uno dei più ardui per la consulenza tecnica: basti pensare che noi abbiamo sempre due “clienti”, il subconcessionario e il landlord e che, spesso, hanno esigenze differenti. In questo panorama, rimanere fermi nei propri valori e nelle proprie competenze e conoscenze è fondamentale per non farsi distrarre dagli interessi e dalle inefficienze esterne, mantenendo il focus sugli obiettivi condivisi con il cliente. La fermezza e la diplomazia sono soft skill essenziali per portare a termine un progetto rispettando i nostri valori e gli obiettivi condivisi, senza scontentare nessuno.
Il mondo delle infrastrutture per la mobilità e dei luoghi di viaggio (stazioni, aeroporti, snodi viari) sta vivendo una profonda trasformazione legata alla digitalizzazione e alla sostenibilità ambientale. Dal vostro osservatorio privilegiato, quali sono i principali trend ingegneristici e di progettazione che stanno ridefinendo l’esperienza di viaggio e di acquisto?
Dal nostro osservatorio sulla consulenza ingegneristica per i subconcessionari (retail, F&B, lounge, ecc.), vediamo che la trasformazione dei terminal risponde a un nuovo paradigma: la sostenibilità ambientale è il motore dell’efficienza economica. La nostra ingegneria non costruisce l’infrastruttura, ma progetta l’intelligenza interna agli spazi per massimizzare la redditività riducendo quanto più possibile l’impronta ecologica, attraverso due fasi distinte.
Nella prima fase ci occupiamo di sostenibilità operativa interagendo con soluzioni ingegneristiche in cui il risparmio ambientale genera un immediato abbattimento dei costi operativi: dai sistemi MEP che modulano i consumi in base al reale affollamento riducendo le emissioni di CO₂ e le spese energetiche fino al 30%, passando per l’impiego di materiali circolari e sostenibili aderenti ai rigidi criteri ESG, layout predittivi e flessibili che si adattano al target di passeggeri nelle diverse fasce orarie fino ad arrivare all’ IoT per la manutenzione predittiva di impianti ed attrezzature che permette di evitare guasti e prevenire lo spreco di merci e risorse. Nella seconda fase guardiamo al futuro attraverso modelli di business rigenerativi e a massima marginalità.
Guardando al domani, la convergenza tra digitalizzazione e transizione ecologica sbloccherà nuovi modelli commerciali a zero impatto: i locali retail diventeranno showrooming e “zero-inventory retail” ovvero spazi puramente espositivi in cui gli acquisti verranno poi spediti direttamente a casa del consumatore riducendo l’impronta logistica sul terminal ed aumentando la redditività per metro quadro espositivo mentre i locali F&B saranno sempre più spazi di ristorazione automatica a zero sprechi con cucine guidate da AI che riducono il food cost e la produzione di rifiuti.
C90 vanta nel proprio portfolio progetti iconici di straordinaria portata, come la progettazione e la direzione lavori per il refit degli oltre 2.000 metri quadrati dell’Aelia Duty Free presso l’avancorpo T3 dell’Aeroporto di Fiumicino. Lavorare in ambienti airside mantenendo la piena operatività commerciale dei negozi richiede una regia impeccabile. Quali sono le principali complessità che affrontate quando vi trovate a operare in contesti ad alto traffico?
Il progetto citato, pur non essendo tra i più iconici del nostro portfolio, è sicuramente quello che rispecchia meglio lo stile di consulenza di C90. È stato un progetto che ci ha visti rivoluzionare, in soli 4 mesi, uno dei Duty Free più importanti d’Europa, mantenendolo completamente operativo. Per mantenere la piena operatività abbiamo suddiviso l’opera in 5 fasi di cantiere, affrontando per ognuna un collaudo as-built con il gestore. È stata una sfida emozionante, che ci ha resi ancor più consapevoli del nostro potenziale non solo tecnico ma anche umano.
Le complessità di questo progetto sono state molte e hanno riguardato ambiti molto diversi tra loro. A livello tecnico, sicuramente, intervenire su impianti esistenti e attivi richiede competenze di settore specifiche, poiché un errore minimo può compromettere l’operatività del punto vendita non oggetto di intervento in quella fase.
Altro tema molto importante in un aeroporto è il decoro. Realizzare delle opere all’interno di un’area aperta al pubblico richiede grande attenzione quotidiana al decoro e all’estetica della cesata esterna, alla pulizia del cantiere, ai percorsi delle maestranze e alla logistica di cantiere.
Da ultimo, ma non meno importante, la gestione della sicurezza dei passeggeri. Ogni fase di cantiere ha comportato la modifica dei percorsi di esodo, della segnaletica di emergenza e dell’assetto generale del punto vendita rispetto alla normale configurazione di sicurezza. Per ogni fase, dunque, è stato necessario un coordinamento serrato con il gestore aeroportuale, con un piano di contingency e di riprotezione dei dispositivi di sicurezza, per non compromettere la sicurezza dei passeggeri che, in un aeroporto, resta sempre la cosa più importante da tutelare.
Da ultimo voglio sottolineare che il fattore umano è stato, ancora una volta, determinante per la buona riuscita del progetto. Solo grazie alla sinergia e alla collaborazione tra C90, subconcessionario, landlord e imprese si è riusciti nell’impresa.
Dalle Prima Vista Lounges nei principali scali italiani ed esteri alle strutture luxury internazionali, C90 rappresenta un punto di riferimento nell’ambito del design per l’ospitalità aeroportuale di alto livello. In che modo l’ingegneria integrata riesce a coniugare il linguaggio del lusso e del comfort con i severi vincoli di sicurezza ed efficienza energetica richiesti dalle grandi infrastrutture di transito?
Nella mia breve ma intensa carriera ho potuto lavorare con importanti studi di design sia italiani che esteri, e ho raggiunto una consapevolezza: nel mondo del travel retail non servono archistar. In un settore in cui una concessione dura 5-7 anni, serve un progetto che funzioni e che rispetti il budget. Non servono protagonisti, ma lavoro di squadra. Su queste certezze, in C90 ogni progetto nasce dalla sinergia tra il nostro art director, il suo team e i nostri ingegneri, fin dalla fase di tender, guardando insieme a funzionalità e costi. La nostra storia ci ha permesso di osservare da vicino le più importanti realtà del travel retail, dal food & beverage alle sale VIP, e oggi possiamo spendere quel know-how in ogni progetto senza che la funzionalità comprometta l’estetica. In definitiva, i nostri designer sono liberi di esprimere la loro creatività, essendo supportati da un team ingegneristico che li guida al rispetto degli standard funzionali, tecnici ed economici. I nostri progetti, quindi, sono un connubio tra estetica, funzionalità, sicurezza e sostenibilità. Concludo con una provocazione: guardate il nostro stile e paragonatelo a quello di designer molto più blasonati. Siete ancora sicuri che nel travel retail servano gli archistar?

