Può introdurci GATE? Come è nata e come si è sviluppata?
GATE nasce nel 2018, sulla base di una richiesta puntuale da parte di Aeroporti di Roma. A quel tempo il sistema aeroportuale della Capitale stava sperimentando una fase di forte crescita e ci venne richiesto di realizzare un magazine da distribuire a Fiumicino come del resto già accadeva nei principali aeroporti internazionali, quali Londra e Parigi. Siamo stati scelti per il nostro expertise e per il nostro passato di collaborazione con Alitalia nella gestione della rivista di bordo “Ulisse”. Il progetto GATE quindi parte in modo importante, con una tiratura di circa 200.000 copie al mese per la versione cartacea grazie anche ad un grande interesse riscontrato da parte dei lettori.
Poi arriva la pandemia e con essa si ferma tutto. In quel periodo iniziammo ad essere contattati da imprese di vari settori, a partire da alcuni player nel comparto della moda, interessate alla vendita dei loro prodotti all’interno del canale aeroportuale e all’apertura di temporary o permanent store. Da lì nasce quindi l’idea di strutturare una società che potesse offrire un servizio di consulenza completa. Abbiamo quindi iniziato a dialogare con gli aeroporti, al tempo in difficoltà, supportandoli, proponendo e portando nuovi clienti per colmare l’offerta che in quel momento soffriva. Così abbiamo introdotto un negozio di Borsalino all’aeroporto di Venezia e negozi di John Richmond. Tutto questo ci ha permesso di iniziare relazioni forti con le gestioni di scalo di tutta Italia e di dare piena soddisfazione ai clienti. Oggi, peraltro, non ci focalizziamo più soltanto sulla parte retail, ma anche su tutte quelle tecniche di engagement che possano favorire il drive to store o intrattenere il passeggero all’interno degli aeroporti, piuttosto che di sistemi di comunicazione innovativi.
Anche il nostro magazine ha visto un grande sviluppo, soprattutto sulla parte digitale: abbiamo infatti dato vita ad una partnership con Si Viaggia, del gruppo Italia Online, e Italia Slow Tour. La versione digitale del magazine viene proposta gratuitamente anche nella home page di questi due portali, con una media di due milioni e mezzo di utenti mensili ed un tasso di conversione del 23%, altissimo per questo segmento, che rappresenta per noi la controprova di un concept riuscito.
Quali saranno le vostre innovazioni in futuro? Quali i programmi per il 2025?
Oggi siamo in fase di espansione del magazine tramite i duty free, con una versione cartacea ridotta nei principali aeroporti italiani. In alcuni aeroporti, poi, stiamo trattando per una versione simile a quella che distribuiamo a Roma. Stiamo poi sviluppando per i retailer prodotti ad alta innovazione tecnologica, con intelligenza artificiale, la realtà immersiva, la realtà aumentata e gli ologrammi, oltre che una serie di supporti utili a velocizzare il processo di vendita, come lo specchio/camerino virtuale ed un traduttore universale che possa permettere al commesso di comprendere perfettamente la lingua del passeggero straniero e con facilità comunicare con lui.
Per concludere: perché avete scelto di associarvi ad ATRI?
ATRI per noi è perfetta, poiché racchiude in sé tutto il mondo aeroportuale. Noi ci poniamo nel mezzo per dialogare con tutti i player, per facilitare il lavoro di tutti e innovare sempre di più. È dunque esattamente il contesto migliore per tutti noi.

