Come è nata Air BP Italia? quali sono stati i principali sviluppi fino a oggi?
Air BP Italia nasce da una joint venture costituita nel settembre 1997, frutto di una negoziazione tra mio padre, che all’epoca gestiva un’attività nel settore della distribuzione di prodotti petroliferi per l’aviazione, e il gruppo BP. A quel tempo, mio padre aveva già maturato circa 20 anni di esperienza nel settore, mentre BP, nonostante si fosse ritirata dal comparto petrolifero in Italia, continuava a mantenere una presenza in questo settore. La joint venture ha permesso di integrare queste due esperienze, creando un’azienda che oggi opera in 35 dei principali aeroporti italiani, fornendo carburante per aviazione sia attraverso impianti propri sia in collaborazione con altre realtà del settore.
Nel corso degli anni, Air BP Italia è cresciuta notevolmente, acquisendo nuovi impianti e investendo in infrastrutture, non solo per l’aviazione commerciale, ma anche per l’aviazione generale, come piccoli aeroporti e aeroclub. Oggi siamo parte di un vasto network globale, che serve più di 700 aeroporti in oltre 70 paesi. Tra le principali sfide che stiamo affrontando, vi è quella della riduzione delle emissioni di CO2, in linea con gli obiettivi europei e internazionali per combattere il cambiamento climatico.
Come si collega Air BP Italia con il tema della sostenibilità e delle nuove tecnologie nel settore dell’aviazione?
La sostenibilità è una delle questioni centrali per il futuro dell’aviazione, e, come l’intero Gruppo BP, Air BP Italia è fortemente coinvolta in questo percorso. Uno degli sviluppi chiave riguarda l’uso di carburanti sostenibili per l’aviazione (SAF, Sustainable Aviation Fuel), che sono un mix di jet fuel convenzionale e biocarburanti ottenuti da fonti rinnovabili o da processi di raffinazione di scarti petroliferi. Questo tipo di carburante consente una riduzione significativa delle emissioni di CO2, poiché include già una compensazione sul certificato di origine. Tuttavia, è importante sottolineare che la transizione verso questi carburanti sostenibili non è solo una questione tecnologica, ma anche di politiche fiscali, come la potenziale introduzione di una carbon tax sul jet fuel convenzionale, volta a incentivare l’uso di carburanti più ecologici.
Inoltre, le nuove tecnologie hanno permesso ai vettori aerei di ridurre il consumo di carburante per passeggero, grazie a velivoli più leggeri e capienti, in grado di trasportare più persone consumando meno risorse rispetto al passato. Questo porta a una disconnessione tra il numero di passeggeri in transito nell’aeroporto e il volume di carburante consumato, rendendo più complessa la previsione della domanda di carburante in base al solo traffico passeggeri.
Come vede il futuro degli aeroporti in Italia e in Europa, in particolare alla luce della concorrenza con altre forme di trasporto, come il treno ad alta velocità?
La concorrenza tra l’aereo e il treno ad alta velocità è destinata a crescere, soprattutto in Europa. La politica europea spinge verso lo sviluppo delle infrastrutture ferroviarie, in quanto considerate più sostenibili e capaci di portare benefici sociali diffusi. Basti pensare agli effetti collaterali positivi che la costruzione della linea ad alta velocità tra Firenze e Bologna ha avuto per i comuni attraversati, con investimenti in scuole, infrastrutture stradali e altri servizi. Gli aeroporti, al contrario, in quanto infrastrutture puntuali, non hanno la stessa capacità di creare ricadute sociali diffuse.
Inoltre, il miglioramento delle connessioni ferroviarie sta riducendo i tempi di viaggio tra grandi città europee, rendendo il treno una valida alternativa all’aereo su tratte relativamente brevi.
Tuttavia, gli aeroporti italiani devono anche affrontare sfide interne legate alla loro infrastruttura e alla capacità di gestire efficientemente i flussi di passeggeri. La fluidità nei collegamenti tra il parcheggio e il terminal, la velocità nei controlli di sicurezza e la gestione delle code sono aspetti cruciali che possono influire sulla scelta dei passeggeri e, di conseguenza, sui flussi di traffico aereo. Bisogna considerare che, alla fine, chi determina il successo di un aeroporto non è solo la compagnia aerea, ma il passeggero, che ha sempre più opzioni a disposizione anche grazie ai nuovi strumenti di AI, l’Intelligenza Artificiale.
Cosa ci può dire riguardo alla competizione tra aeroporti italiani e le dinamiche di crescita del settore?
La competizione tra aeroporti italiani è un tema complesso. Ogni aeroporto deve capire quale sia la propria vocazione: alcuni sono principalmente orientati al traffico passeggeri, mentre altri possono specializzarsi nel cargo. Tuttavia, è difficile per un aeroporto eccellere in entrambi i settori contemporaneamente. In Italia, le infrastrutture non sempre riescono a gestire in modo ottimale entrambi i flussi, ed è importante che ci sia una strategia coordinata a livello nazionale per evitare inefficienze.
Per quanto riguarda le previsioni di crescita, nel 2024 il numero di passeggeri e voli ha superato i livelli pre-pandemia del 2019, il che è un segnale positivo. Tuttavia, il settore continua a essere influenzato da fattori esterni, come le politiche ambientali europee e la concorrenza tra aeroporti regionali. Anche se il traffico aereo è in crescita, gli aeroporti devono adattarsi a nuove dinamiche, come la concorrenza dei treni ad alta velocità e la necessità di ridurre le emissioni di CO2.

