PAROLA ALL’ASSOCIATO, ENZO ROSAT FONDATORE ED AMMINISTRATORE DELEGATO DI PUNTO GRILL SERVICES.
Ci può raccontare come nasce la sua azienda?
Punto Grill Services nasce su mia iniziativa nel 2002 con un business votato alla distribuzione di carburanti da autotrazione. Nel giro di un paio d’anni, però, il modello si è evoluto verso un’attività con scopo prevalentemente ristorativo, partendo dalla gestione di aree di servizio lungo importanti assi viari. A seguire, ci siamo quindi addentrati nelle stazioni ferroviarie e presso gli aeroporti, dove siamo presenti a Genova, Verona e Bergamo. Infine, siamo operativi anche presso alcuni centri commerciali ed ospedali, sempre con riferimento al nostro progetto di servizio ristorativo-commerciale.
Allo stato attuale Punto Grill Services si posiziona come un attore specializzato nell’ideazione, progettazione e gestione di servizi di ristorazione commerciale attraverso un mix di format nei vari canali di distribuzione. Puntiamo alla ristorazione di medio-alto livello, con servizio al tavolo e prodotti del bacino territoriale di riferimento, che sviluppiamo attraverso la collaborazione con importanti chef stellati.
Quali sono le principali opportunità del travel retail che vi hanno spinti a scegliere di entrarvi?
Per noi l’ingresso nel variegato mondo del travel retail è stato legato all’identificazione di un set di opportunità, che ci hanno permesso in un breve lasso di tempo di crescervi rapidamente, espandendo il nostro perimetro di business. Nello specifico, la principale spinta della diversificazione è stata legata al fatto che il mondo autostradale stava radicalmente evolvendo, con il passaggio al sistema dei bandi di gara. Siamo così giunti ad abbracciare nuovi mondi, a partire dal comparto aeroportuale, attraverso una serie di trattative private, pur anche qui osservando la crescente penetrazione dei bandi di gara. Al contrario, il mondo delle ferrovie è invece ancora oggi una realtà in cui riusciamo ad approcciarci attraverso la sola trattativa diretta.
Quale è stato l’impatto del Covid-19 sul suo modello di business? Avete introdotto delle innovazioni?
Non vi è dubbio che l’esplosione dell’emergenza da Covid-19 abbia pesato significativamente sulla nostra attività reddituale: in particolare, il mondo aeroportuale è l’area in cui abbiamo maggiormente sofferto. Nel momento in cui sono emerse queste criticità, abbiamo subito lavorato per sviluppare format diversi, partendo da rinnovate sinergie con le nostre realtà partner al fine di proporci al mercato in un modo innovativo, con prodotti più attraenti per la clientela. Chiaramente però ritengo che ci vorrà qualche anno per potersi riprendere appieno dalla crisi pandemica e ritornare ai livelli del 2019.
Come ATRI può contribuire allo sviluppo del business?
Credo che ATRI produca per tutti i suoi associati un fondamentale termometro informativo sul mondo del travel retail, dando vita ad un aiuto imprescindibile per gli operatori del settore. In questo senso con le sue attività, ATRI ci offre la possibilità di avere una visione più chiara sulle dinamiche, nazionali ed extra-nazionali, di un mercato vasto, su cui è nostra intenzione continuare a crescere ed investire.
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