Lo studio TFWA sul duty free a bordo delle navi da crociera evidenzia come il cruise retail stia attraversando una fase di forte trasformazione, diventando uno dei canali più promettenti del travel retail. Il 56% dei passeggeri visita i negozi duty free a bordo, una percentuale superiore a quella degli aeroporti, e quasi tre quarti di questi visitatori effettuano un acquisto. I passeggeri tornano più volte nei negozi durante la stessa crociera e la spesa media è elevata, confermando un alto potenziale commerciale.
Il profilo dello shopper è composto in larga parte da viaggiatori abituali, con un’età media intorno ai 40 anni e una distribuzione di genere equilibrata. Si tratta di un pubblico fidelizzabile, con una forte propensione a ripetere l’esperienza di crociera. Gli acquisti sono spesso guidati dall’impulso e dalla scoperta: la maggioranza delle decisioni avviene spontaneamente e una quota significativa riguarda brand provati per la prima volta, rendendo la crociera un canale ideale per il lancio e la sperimentazione di nuovi prodotti.
Le categorie più acquistate includono alcolici, souvenir e giocattoli, bellezza, dolciumi e gioielli, con differenze rilevanti in base alla nazionalità dei passeggeri, che rendono fondamentale un assortimento mirato. Il ruolo del personale di vendita risulta centrale: molti passeggeri interagiscono con lo staff e tali interazioni influenzano positivamente le decisioni di acquisto, grazie alla possibilità di costruire relazioni nel corso di più giorni.
Nonostante la crescita dei volumi, resta un ampio margine di miglioramento, poiché una parte significativa dei passeggeri più coinvolti non entra mai nei negozi e spesso non è pienamente consapevole dell’offerta retail a bordo. Anche il gifting è poco sviluppato rispetto al numero di passeggeri che viaggiano per celebrare occasioni speciali, aprendo spazio a iniziative di personalizzazione e proposte dedicate.
Nel complesso, la ricerca indica la necessità di rafforzare la comunicazione prima della partenza, aumentare la penetrazione e la frequenza di visita, valorizzare l’unicità dell’offerta, puntare sull’esperienza piuttosto che sul prezzo e sfruttare il contatto umano come principale leva di conversione, posizionando il cruise retail come un ambiente esperienziale più che transazionale.
Fonte: DFNIonline, TRBusiness

