Il comportamento dei viaggiatori nel duty free sta cambiando. Secondo un’analisi decennale condotta da m1nd-set, nella prima metà del 2026 il footfall globale è sceso al 36%, rispetto al 40% circa del periodo pre-pandemia. Chi entra nei negozi, però, sembra avere intenzioni di acquisto più chiare, con un tasso di conversione che raggiunge il 63%.
Uno dei trend più significativi riguarda gli acquisti per sé stessi, saliti al 59% nel 2026, mentre la quota destinata ai regali è diminuita fino al 18%. Parallelamente cresce fortemente la ricerca di prodotti esclusivi del travel retail, passata dal 31% nel 2020 al 66% nel 2026.
Cambiano anche le modalità di pianificazione: il 30% dei consumatori conosce già il brand che desidera acquistare, ma il 70% degli acquisti resta parzialmente pianificato o d’impulso.
Per brand e retailer, la sfida diventa quindi soprattutto attirare i viaggiatori all’interno dei punti vendita, valorizzando esclusività, limited edition, prodotti dedicati alla gratificazione personale e una comunicazione efficace prima del viaggio e in aeroporto.
Fonte: DFNI

